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Ho ripetutamente letto il libro di Gianni Rodari,
Grammatica della fantasia, nel quale, in modo davvero facilmente
comprensibile, l'autore esemplifica
Lo scopo è quello di mettere in funzione la
fantasia dando valore alle cose che ci circondano e utilizzando con
più vigore il potenziale della nostra mente, spesso trascurato oggi
per i giochi che fanno tutto e per la tecnologia invadente.
Un gioco che ormai è entrato negli automatismi dei
miei figli è quello di assegnare a ciascun componente di un gruppo
un ruolo diverso, per esempio: chi, dove, cosa fa....Dopo essersi
concessi il tempo utile per pensare, ognuno, a turno, svela il suo
pensiero. Cos'ì si formano delle mini storielle strambe, simpatiche,
a volte ricche di senso, altre volte soltanto spassose.
Un altro gioco basato sull'uso delle parole
consiste nello scegliere una parola. Le lettere che la compongono
diventano iniziali per altrettante parole con le quali si deve
cercare di inventare una storia.
Scoprire cosa sta pensando qualcun altro,
rivolgendo domande che aiutino ad individuare l'oggetto del pensiero
senza che si debba rispondere diversamente da sì e no, cercando di
non proporre subito la soluzione, andando per tentativi, ma
riconoscendola dai particolari scoperti, per esempio:è una cosa? E'
una persona? E' un animale? Maschio? E' qui? Vive sugli alberi? etc..
Molto simpatico il gioco di gareggiare, fra due
concorrenti, fra chi è più veloce e capace, di vestire l'altro
(giacca, cappello, sciarpa, scarpe..) avendo gli occhi bendati.
E così via.. Non mi dilungo nella descrizione del
contenuto del libro, perchè ne sminuirei la grande forza didattica e
forse farei passare la voglia di leggerlo per conto proprio.
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